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Vasetto spezie con portaconfetti nastro e fiore mais

Paese di Produzione: Italia

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Disponibilità: Disponibile

€ 5,75
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Breve descrizione

Bomboniera solidale

Vasetto spezie con portaconfetti nastro e fiore mais

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Bomboniera solidale: vasetto di spezie dal Madagascar e portaconfetti realizzato con prodotti del commercio equo composto da:

- vasetto di vetro con spezie (i vasetti sono alti 14cm e sono assortiti tra Cannella intera, Cannella macinata, Peperoncino intero, Peperoncino macinato, Pepe nero in grani, Zenzero macinato, Curcuma macinata, Curry Hot, Curry Mild, Coriandolo in semi, Pepe rosa in semi, Chiodi di garofano); 

- 5 confetti alla mandorla o al cioccolato

- foglio carta di fili di seta

- fazzolettino in juta

- fiorellino in foglie di mais

- nastro di raso

- biglietto arrotolato che descrive il progetto del commercio equo solidale

- bigliettino personalizzato sull'evento festeggiato, inserito vicino ai confetti.

La bomboniera è confezionata dalla nostra cooperativa di Bologna.

Per indicare il tipo di confetti e cosa scrivere sul bigliettino, inserire questi dati via mail a info@ceunmondo.it ,
è possibile dare una preferenza sul colore della carta di fili di seta e sul colore dei fiori.

PRODUTTORI
CREATION - Bangladesh per la carta di fili di seta
CDIA LADIA - Beforona e FATTORIA DI AMPALY - Le spezie del Madagascar - Equolink

Dove l'Altopiano Malgascio inizia a digradare verso la Costa Est e la Foresta Umida é popolata da speci endemiche di lemuri, camaleonti e orchidee, il Centro di Formazione Agricola CDIA LADIA lavora, fin dagli sessanta, con i contadini del posto, per evitare la pratica tradizionale del «taglia e brucia», diffondendo invece tecniche di coltivazione sostenibili e rispettose dell'ambiente, sia per quanto riguarda le colture di sussistenza (il particolare il riso) e quelle più commerciali, le spezie in particolare. Nel corso degli anni, il Centro CDIA LADIA ha creato una serie di parcelle dimostrative, attorno a cui ruotano i contadini del posto, sia per le attività di formazione che per la fornitura di piccole attrezzature agricole. Si sono così diffuse tra i contadini della zona tecniche per il miglioramento della produzione del riso e, tra le varie colture, dello zenzero e della curcuma.

Dal 2007, proprio mentre le risorse provenienti dalla Cooperazione Internazionale si stavano assottigliando, il Centro è diretto da M. Heribe. Agronomo originario della zona, M. Heribe é abituato a girare per campi scalzo e in pantaloni corti, come gran parte dei contadini del posto, ascoltandone i racconti e le necessità. Per loro, di fronte all’aumento della richiesta per le colture commerciali, il problema maggiore era contrastare gli attacchi dei parassiti e aumentare la resa, senza far crescere i costi di produzione. Ecco che, attraverso le parcelle dimostrative del centro, i contadini hanno potuto conoscere e familiarizzare con le tecniche dell’agricoltura biologica, utilizzando sia il compost per la fertilizzazione, che i sistemi di lotta biologica ai parassiti, a basso costo, in quanto “fatti in casa”. Nello stesso tempo, il centro si è dotato di essiccatoi solari e attrezzature sia per i trattamenti post raccolta che la produzione di zenzero e curcuma in polvere. Gli agricoltori di Beforona si avvalgono del CDIA LADIA anche per i servizi di commercializzazione, devolvendo una parte del ricavo sulle vendite al Centro che riesce così, almeno in parte, ad autofinanziarsi.

Fattoria di Ampaly

Nella zona del Fiume Faraony (letteralmente, l'ultima delle Acque), l'Ospedale di Ampasimanjeva, gestito dalla Diocesi Locale, costituisce l'unica sala operatoria disponibile nel giro di un centinaio di km.

Fin dagli anni '60, la sua attività non si é limitata alla cura e alla prevenzione sanitaria, ma ha cercato di sostenere gli abitanti della zona mettendo in piedi anche un programma di formazioni agricole. Il tutto ruota attorno alla Fattoria di Ampaly, nata come azienda agricola di coloni e poi donata alla Diocesi. Comprende, non solo piantagioni di caffé, ma anche coltivazioni di garofano, peperoncino e pepe, oltre che a parcelle dimostrative e a stalle per la formazione circa l'allevamento delle mucche da latte. La fattoria di Ampaly é quindi un po' il punto di riferimento per i contadini della zona, in maniera, non solo da formarsi circa le tecniche agricole, ma trovare sbocchi commerciali più remunerativi per le spezie, in particolare, chiodi di garofano peperoncino e pepe, che questi piccoli produttori producono abitualmente


  



ARALYA COMMUNITY COMPANY - SRI LANKA - per i fiori di foglie di mais

Araliya ("bellezza di donna") è il nome di un fiore bianco originario dello Sri Lanka, tradizionalmente usato per i benvenuto agli ospiti: è anche il nome di una piccola cooperativa di donne, che vivono in una condizione di povertà ed emarginazione sociale. Attraverso la realizzazione dei fiori per la confezione di bomboniere possono contare su un salario equo e costante: utilizzano materiali di riciclo, come la calza da donna e la carta realizzata in cacca di elefante; e materiali naturali come le foglie, i semi o le spezie.

Un progetto che nasce insieme alla cooperativa di Formigine Vagamondi, Aralya, insieme ad un piccolo gruppo di donne che con orgoglio e non poca fatica sono arrivate al  grande traguardo della  registrazione di "Araliya Community Company" e ad essere un nutrito gruppo di donne

Ora hanno:
> possibilità di spedire i loro prodotti direttamente con documenti propri;
> essere riconosciute nel loro paese come realtà concreta;
> possibilità di sviluppare idee nuove in loco, e  sostenere con i loro guadagni la scuola per i bambini sordi costruita a Negombo. Nel marzo del 2009 è stato dato il primo assegno da parte di Araliya a Sr. Chidinma, la responsabile della congregazione, per il mantenimento della scuola.

Ora Araliya CommunityCompany è formata da 60 donne che lavorano al progetto, divise in 5 laboratori e un magazzino/ufficio. 

Le donne che lavorano al progetto Araliya producono fiori artficiali creati con materiali tipici dello sri lanka, materiali di confezionamento per bomboniere, zerbini in fibra di cocco, borsine in carta di giornale.

Qui di seguito riportiamo i vari gruppi, che insieme a noi hanno creduto a questo sogno, non fermiamoci solo alle foto, guardiamo un po’ più in la, fissiamo i loro sguardi, gli occhi, i sorrisi e vedrete tanta voglia di riscatto in un paese dove non sempre la donna viene considerata per il valore importante che ha.

Sentiamoci così tutti un po’ protagonisti di questa avventura, rimaniamo vicini a queste realtà, apriamo gli orizzonti dei nostri occhi!

Questo secondo noi è un modo concreto di condividere i grandi valori della vita...ci sentiamo anche più certi che un "mondo diverso" è possibile.

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