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Equo Solidale Italiano

Il commercio equo a livello internazionale sta elaborando dei cambiamenti importanti: includere i produttori del Nord del Mondo meritevoli, nel concetto di Equo Solidale.

Questi prodottori sono quelli che noi chiamiamo organizzazioni dell'Economia Solidale.

L'economia solidale che potrebbe definirsi anche sostenibile o sociale, nasce dalla società civile e per questo attualmente non è normata da leggi.

Nasce da contesti diversi che mirano ad un obiettivo comune:

subordinare l'attività economica a seri criteri di rispetto e risanamento della società umana, dell'ambiente naturale e del "bene comune", piuttosto che alla massimizzazione del profitto individuale ed immediato.

Con economia solidale - sostenibile - sociale, si intende un modello economico che mette al centro del proprio operare le persone, l'ambiente, la qualità della vita, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà, risparmio con qualità. Finanza etica, Cooperazione sociale, Gruppi di Acquisto, Commercio equo e solidale, Agricoltura biologica/biodinamica, riciclo/riuso, risparmio energetico, prodotti a Km zero, valorizzazione del territorio, delle comunità, della biodiversità.

Per dare maggiori informazioni citiamo di seguito la CARTA DELLA RETE ITALIANA DELL'ECONOMIA SOLIDALE  

www.retecosol.org/docs/CartaRes0703.pdf

Le pratiche di economia solidale si identificano dalla loro tensione verso i seguenti elementi caratterizzanti:

-          nuove relazioni tra i soggetti economici basate sui principi di reciprocità e cooperazione;

-          giustizia e rispetto delle persone (condizioni di lavoro, salute, formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali);

-          rispetto dell’ambiente (sostenibilità ecologica);

-          partecipazione democratica (autogestione, partecipazione alle decisioni);

-          impegno nell'economia locale e rapporto attivo con il territorio (partecipazione al "progetto locale");

-          disponibilità a entrare in relazione con le altre realtà dell'economia solidale condividendo un percorso comune;

-          impiego degli utili per scopi di utilità sociale. 

Ogni riflessione od elaborazione culturale e teorica dovrà mantenere un confronto continuo con le pratiche in atto, e, d'altro canto, le esperienze concrete dovranno misurarsi continuamente con i suddetti principi caratteristici dell'economia solidale. Riserviamo agli organismi che si riterrà opportuno definire in seguito, il compito di delineare i criteri di appartenenza alla Rete ed ai "distretti" di economia solidale.

Il rapporto diretto tra consumatori e produttori, preferibilmente del medesimo territorio, apre nuove dinamiche relazionali, sociali e politiche che vanno ben al di là degli angusti spazi e regole che definiscono la tradizionale economia di mercato, verso la costruzione di una economia fondata sulle relazioni. In particolare ­ nell’ambito dell’economia solidale ­ é possibile affermare che la dimensione economica viene posta a servizio di quella sociale e politica.

Elemento normale e condiviso di questo patto tra produttori e consumatori è la tensione al rispetto della legalità, anche in rapporto con l'impegno diretto contro le economie criminali diffuse in primo luogo nel nostro Meridione. Una proposta alternativa che disconosca sistematicamente le norme vigenti non ha credibilità. Se la norma è ritenuta ingiusta, come nei casi di piccoli produttori strozzati da normative vessatorie ­ si procederà insieme, produttori e consumatori, a protestarne il cambiamento in modo pubblico, trasparente ed inequivoco."

Per saperne di più si può anche consultare il sito dell'Unione Europea dedicato al consumo responsabile

www.consumerclassroom.eu/it/node

ed il recente

www.aiccon.it/File/L economia sociale nell Unione Europea.pdf