Le montagne valtellinesi fanno da cornice al birrificio e al contempo donano molte risorse che entrano di prepotenza nel carattere di tutte le birre Pintalpina.
A partire dall’acqua che è forse la materia prima più trascurata e in secondo piano quando si parla di birra, eppure è caratterizzante quasi quanto i malti, i lieviti e i luppoli. Poter usufruire di un bacino idrico di alta montagna, le sorgenti della Val Fontana ad oltre 1200 m slm, è fondamentale per Pintalpina, tutta la purezza e gli oligo-elementi che la caratterizzano ci permettono di utilizzarla in purezza senza l’aggiunta di additivi per alterarne la durezza e la composizione.
Semplice, semplicemente acqua fresca di montagna.
Dai terrazzamenti coltivati a vitigni di nebbiolo, invece, arriva il mosto d’uva fresco con cui producono la Italian Grape Ale, la Càles. Che nasce dalla collaborazione con l’Azienda Agricola Folini, una piccola realtà locale che produce vini di pregiata qualità.
Scendendo ancora più a valle, le collaborazioni si allargano ai piccoli produttori agricoli che donano, perché è un vero e proprio dono per l’amore e la passione che imprimono nei loro prodotti, la segale autoctona con cui si producono la saison, la Sumartì e i piccoli frutti con cui si producono le birre stagionali come la Murimani, una sorprendente Blanche al lampone fresco di coltura da parte dell’Azienda Agricola Patrick Fendoni.
Facile a questo punto capire che il segreto della birra Pintalpina è il territorio e le persone che se ne prendono cura, quindi, bevi e regala Pintalpina!