
Rivestiti 2026: Bologna torna capitale della moda etica e sostenibile
Nel cuore di Bologna, tra le sale storiche di Palazzo Re Enzo, torna uno degli appuntamenti più importanti in Italia dedicati alla moda etica e sostenibile: Rivestiti 2026. Il festival, promosso dalla rete Terra Equa, rappresenta ormai un punto di riferimento per chi crede in un modo diverso di produrre, acquistare e vivere la moda.
L’edizione 2026, in programma il 18 e 19 aprile, (che trovi qui in fondo), si presenta con un titolo evocativo: “Ricucire la terra”. Un tema che racchiude perfettamente lo spirito del festival e la sua missione: rimettere insieme i fili spezzati tra produzione, ambiente e diritti, proponendo una visione alternativa e concreta al modello dominante del fast fashion. (Altreconomia)
Un festival che è molto più di una fiera
Rivestiti non è una semplice esposizione di abiti sostenibili. È un luogo di incontro, di riflessione e di esperienza diretta. Durante i due giorni del festival, Bologna diventa un laboratorio aperto dove moda, cultura e impegno sociale si intrecciano.
Il programma è ricco e trasversale:
- sfilate di moda etica
- workshop pratici
- talk e dibattiti
- spettacoli e momenti artistici
- stand di produttori del commercio equo e realtà sostenibili
Questo mix rende Rivestiti un evento capace di parlare a pubblici diversi: dai professionisti del settore agli studenti, fino ai consumatori curiosi che vogliono avvicinarsi a uno stile di vita più consapevole.
Negli anni, il festival ha ospitato decine di realtà produttive impegnate nel rispetto dei diritti umani e dell’ambiente: sartorie sociali, cooperative, progetti di economia circolare e brand indipendenti che dimostrano come sia possibile creare bellezza senza sfruttamento.
Moda sostenibile: una necessità, non una tendenza
Per capire il valore di Rivestiti, bisogna partire dal contesto in cui nasce. L’industria della moda è oggi una delle più impattanti al mondo, sia dal punto di vista ambientale che sociale. Consuma enormi quantità di acqua ed energia e produce rifiuti e inquinamento su scala globale. (Wikipedia)
Ma non è solo una questione ambientale. Dietro molti capi a basso costo si nascondono condizioni di lavoro precarie, salari insufficienti e violazioni dei diritti fondamentali.
La moda sostenibile nasce proprio per rispondere a queste criticità, proponendo un cambio di paradigma:
- attenzione all’intero ciclo di vita del prodotto
- utilizzo di materiali naturali o riciclati
- rispetto dei lavoratori
- riduzione degli sprechi
- trasparenza nella filiera
Non si tratta quindi solo di “vestirsi green”, ma di ripensare completamente il sistema moda.
“Ricucire la terra”: il significato del tema 2026
Il titolo dell’edizione 2026, Ricucire la terra, è particolarmente potente. Rimanda all’idea del rammendo, del recupero, della cura: gesti semplici ma rivoluzionari in un mondo dominato dall’usa e getta.
Ricucire significa anche ristabilire relazioni:
- tra chi produce e chi consuma
- tra Nord e Sud del mondo
- tra economia e ambiente
- tra tradizione artigianale e innovazione
In questo senso, la moda diventa uno strumento politico e culturale, capace di raccontare storie e costruire alternative.
Esperienze, laboratori e partecipazione
Uno degli aspetti più interessanti di Rivestiti è la dimensione esperienziale. Non si tratta solo di osservare, ma di partecipare attivamente.
Tra le attività più apprezzate ci sono i laboratori pratici, che insegnano a:
- riparare e rammendare i capi
- trasformare abiti usati
- creare accessori con materiali di recupero
- sperimentare tecniche artigianali
Queste esperienze hanno un valore educativo fondamentale: restituiscono alle persone un rapporto diretto con ciò che indossano, contrastando la logica del consumo rapido.
In un certo senso, Rivestiti si inserisce nello stesso filone culturale di movimenti come il Fashion Revolution, che promuove pratiche come il riuso, lo scambio e il “fai da te” per allungare la vita degli abiti. (Wikipedia)
I protagonisti: storie che fanno la differenza
Uno degli elementi più forti del festival è l’incontro diretto con chi produce. Dietro ogni capo presentato a Rivestiti c’è una storia:
- le nostre organizzazioni di commercio equo dell'Emilia Romagna allestiamo nella salone degli Atti, uno spazio dedicato ai prodotti che ci caratterizzano, con un grande spazio dedicato alla moda sostenibile. Noi di C'è un mondo, per esempio, esporremo marchi che ci caratterizzano per la stagione primavera estate 2026 come On Earth, Trame, Tranquillo, Kings of Indigo, Dedicated, People Wear Organic.
- cooperative che offrono lavoro a persone svantaggiate
- progetti di sartoria in carcere
- artigiani che recuperano tecniche tradizionali
- realtà che lavorano con materiali riciclati o biologici
Queste esperienze dimostrano che la moda può essere uno strumento di inclusione sociale e di sviluppo sostenibile.
In un mondo dove spesso non sappiamo chi ha prodotto ciò che indossiamo, Rivestiti riporta al centro la relazione umana.
Bologna: una città simbolo
La scelta di Bologna come sede del festival non è casuale. La città ha una lunga tradizione legata al commercio equo, alla cooperazione e all’impegno sociale.
Ospitare Rivestiti nel cuore del centro storico, in un luogo simbolico come Palazzo Re Enzo, significa rendere la moda etica visibile e accessibile a tutti.
Per due giorni, Bologna si trasforma in una vera e propria capitale della moda sostenibile, attirando visitatori da tutta Italia e contribuendo a diffondere una cultura diversa del consumo.
Perché eventi come Rivestiti sono fondamentali
In un’epoca in cui la sostenibilità rischia di diventare solo uno slogan, eventi come Rivestiti svolgono un ruolo cruciale.
Non si limitano a raccontare un’alternativa, ma la rendono concreta, visibile e praticabile.
Offrono strumenti per:
- orientarsi tra le tante proposte di moda sostenibile
- distinguere il vero impegno dal greenwashing
- fare scelte più consapevoli
E soprattutto, creano comunità. Perché il cambiamento non avviene solo a livello individuale, ma attraverso reti di persone che condividono valori e pratiche.
Dal consumo alla consapevolezza
Uno dei messaggi più importanti di Rivestiti riguarda il ruolo del consumatore.
Ogni acquisto è un atto politico. Scegliere cosa indossare significa sostenere un certo tipo di economia e di società.
La moda sostenibile invita a rallentare, a comprare meno ma meglio, a dare valore agli oggetti e alle storie che portano con sé.
Non si tratta di rinunciare allo stile, ma di ridefinirlo:
- qualità invece di quantità
- durata invece di velocità
- identità invece di omologazione
Il legame con il commercio equo e solidale
Rivestiti nasce all’interno della rete del commercio equo e solidale, grazie al contributo della Legge della Regione Emilia Romanga 26/2009, e questo ne definisce profondamente l’identità.
Il commercio equo promuove:
- condizioni di lavoro dignitose
- prezzi giusti per i produttori
- filiere trasparenti
- rispetto dell’ambiente
Applicare questi principi alla moda significa trasformare un settore spesso critico in uno spazio di possibilità.
Non è un caso che molti dei brand presenti al festival provengano da progetti internazionali che mettono al centro le persone e le comunità.
Il futuro della moda passa da qui
La moda sostenibile non è più una nicchia. È un movimento in crescita, sostenuto da consumatori sempre più consapevoli e da nuove generazioni attente all’impatto delle proprie scelte.
Eventi come Rivestiti contribuiscono a questo cambiamento, offrendo visibilità a realtà innovative e creando connessioni tra diversi attori del settore.
Il futuro della moda non sarà fatto solo di nuove collezioni, ma di nuovi modelli produttivi, nuove relazioni e nuove idee di valore.
Un invito a partecipare
Rivestiti 2026 non è solo un evento da visitare, ma un’esperienza da vivere.
È un’occasione per:
- scoprire alternative concrete alla moda convenzionale
- incontrare persone e progetti ispiranti
- imparare nuove competenze
- riflettere sul proprio modo di consumare
In un momento storico in cui le sfide ambientali e sociali sono sempre più urgenti, iniziative come questa rappresentano un segnale di speranza.
Perché dimostrano che un altro modo di fare moda – e di stare al mondo – è possibile.
Il messaggio di Rivestiti 2026 è semplice ma potente: ricucire.
Ricucire la terra, le relazioni, le economie, i gesti quotidiani.
In un mondo frammentato e accelerato, la moda etica propone un ritorno alla cura, alla consapevolezza e alla responsabilità.
E Bologna, ancora una volta, diventa il luogo in cui questo cambiamento prende forma.
PROGRAMMA E ORARI NEL DETTAGLIO
SABATO 18 aprile
Ore 10 – 20
ore 10
Taglio del nastro
dalle ore 15.30
Sfilate in loggia
Quattro stili differenti, proposti da realtà sociali diverse tra loro, ma unite dal comune intento di cambiare la moda, renderla umana, sostenibile, sociale.
15.30
Terra Equa presenta PatchWorld
Come unire una filiera sostenibile, i materiali di recupero, il rispetto dei diritti di chi cuce e la bellezza senza tempo?
Questo è il nostro PatchWorld, una fusione unica di capi, materiali, personalità e storie per mostrare come ogni pezzo si incastra bene con l’altro e formano insieme l’immagine che vogliamo portare con noi nel futuro.
16.15
Marakabello presenta Mosaici In Movimento
Mosaici in movimento è una piccola collezione che racconta storie vere: quelle delle mani, degli sguardi e delle creatività diverse che ogni giorno abitano il laboratorio protetto artistico Marakanda.
Ogni capo nasce da scarti di tessuto, fili, trasformati ora in qualcosa di nuovo: spessori, colori, ritagli, imperfezioni, nella maggior parte dei casi scartati.
Ogni cucitura è un filo che unisce non solo colori e tessuti, ma anche percorsi umani diversi, che insieme generano qualcosa di più grande.
In passerella, questi abiti raccontano un mondo possibile: un mondo in cui la moda è gentile con l’ambiente, inclusiva verso le persone e capace di trasformare gli scarti in bellezza.
Sono mosaici che si muovono, respirano e parlano di un futuro fatto di collaborazione, dignità e sostenibilità autentica.
16.45
Sartorie leggere presenta TAGLIO VIVO
Corpi reali – forme pensate – ogni corpo è progetto
Sartoria eco-etica-sociale come pratica di presenza
17.15
Sartoria Sociale Al Revès & La Matrioska presentano Siamo Tutti A Pezzi
In questi tempi di deriva depressiva in cui la solitudine genera paure NOI ci teniamo Uniti, scuciamo e ricuciamo, intrecciamo fili, pezzi di stoffe e di storie per farne Capolavori.
Tra patchwork, restyling, e capi vintage ripuliti, riportati in vita e rimessi in circolo,
NOI facciamo la differenza, We ar(E) the Difference
che è anche il nome del nostro Brand con scelte etiche quotidiane sia riguardo i materiali che per le persone che accogliamo e coinvolgiamo.
Tra i capi presentati anche 2 outfit di un nostro giovane sarto gambiano che inizia a presentare i propri modelli e per chiudere in BELLEZZA, un omaggio alla memoria del maestro Valentino con alcuni suoi pezzi vintage.
Sfilano con la Sartoria Sociale le tote bag del laboratorio La Matrioska di Quartu S.Elena, decorate con messaggi di lotta al razzismo.
C’è SEMPRE Speranza e NOI la costruiamo, pezzo a pezza.
DOMENICA 19 APRILE
Ore 10 – 19
ore 10 90’S – RAVEstiti & Dj Set
Una Capsule Collection ispirata dal Movimento Rave degli Anni 90
Dj set a cura di Hypemuji
Talk in loggia
Tre approfondimenti tematici che vogliono promuovere la consapevolezza delle proprie scelte, mostrare l’insostenibilità del sistema produttivo e denunciare lo sfruttamento che attraversa il mondo della moda.
ore 11.30
Primi passi per un armadio sostenibile.
Diverse voci, diversi punti di vista per raccontare, con esempi concreti,come rendere più sostenibile il proprio armadio.
Alessia Cesana dialoga con Francesca Lionti (titolare di Diorama Boutique), Sara Forlini (Titolare di MissStufi), Alessia Bordo (Rappresentante di O’Press – Bottega Solidale, Genova), Maria Cristina Bergamini (stilista e Rappresentante di Altraqualità)
ore 15
Documentare l’insostenibilità.
Un dialogo per condividere strumenti, tecniche, approcci per una cittadinanza più consapevole.
Duccio Facchini dialoga con Deborah Lucchetti (portavoce di Abiti Puliti), Paola Imperatore, (politologa), A thing by (Collettivo creativo di filmmaker, fotografi e produttori)
ore 17.30
Presentazione del libro La trama del lusso: L’industria della moda tra capitalismo dei corpi e criminalità (add editore)
Alessia Cesana dialoga con Audrey Millet (autrice del libro) e Deborah Lucchetti (portavoce di Abiti Puliti)
ore 19 – Gran finale
Per tutta la durata del festival sono attivi:
CUCICURE – gesti e impronti di cura per ricucire la nostra Terra
a cura di Cantieri Meticci
Mi rifiuto! – Percorso a tappe per ragionare sui rifiuti tessili
a cura de Le Gazze e Filalalana
Attacca bottone – Attacca un bottone e crea un’asola per non essere un’isola
a cura del Centro Diurno Marco Polo
Un punto ristoro, a cura di Estravagario, con prodotti plant based e a km0, e un punto birra artigianale a cura di Birrificio Vecchia Orsa
Sala dei laboratori
Nella sala dei laboratori potrai trovare attività interattive libere per tutta la durata del festival o momenti di approfondimento guidato.
In particolare:
Sabato 18 aprile
ore 13 – 14.30
Ricucire le distanze
a cura del Centro Diurno Marco Polo
Laboratorio comunitario di decorazione per preparare insieme gli zainetti, cuciti dalle persone del centro diurno, dei WELCOME KIT/kit di benvenuto contenenti album da disegnare e pastelli, che vengono distribuiti alle bambine e ai bambini che sbarcano a Lampedusa.
ore 15 – 19
Trame d’Identità
a cura del Collettivo Pedagogico Malerbe
Un’esperienza creativa per dare forma a chi sei.
Ogni vestito è una trama identitaria. Qual’è la tua?
Domenica 19 aprile
ore 10.30
Figurini squisiti
a cura della cooperativa sociale Marco Polo
Disegniamo insieme outfit “singolari” in modo/moda “plurale”. Attraverso la tecnica/gioco del cadavere squisito creiamo dei modelli di vestiti unici e particolari.
ore 12 – 13.30
Ricucire le distanze
a cura del Centro Diurno Marco Polo
Laboratorio comunitario di decorazione per preparare insieme gli zainetti, cuciti dalle persone del centro diurno, dei WELCOME KIT/kit di benvenuto contenenti album da disegnare e pastelli, che vengono distribuiti alle bambine e ai bambini che sbarcano a Lampedusa.
ore 16 – 18
Nei miei panni
a cura di Rammenda e Manigolde
Laboratorio esperienziale di ascolto e narrazione in cui abiti e oggetti quotidiani diventano strumenti per raccontare storie. In uno spazio intimo, i partecipanti possono scegliere un capo e ascoltarne la storia tramite QR code, immergendosi in frammenti di vita e riflettendo sul valore umano e sociale della moda. Il percorso si conclude con la possibilità di lasciare un pensiero, contribuendo a un racconto collettivo.
Nelle sale del palazzo troverai più di sessanta espositori da tutta Italia che propongono e promuovono moda etica e sostenibile; artigianato attento all’ambiente e alle risorse; forme di commercio rispettose dei diritti umani e attività incentrate sul riuso.
Inoltre avrai la possibilità di partecipare anche a LABORATORI GRATUITI, in particolare:
Sabato 18 aprile
ore 10.30
“Conosciamo la lana”
a cura di Filalalana e La Vergata
Attività sensoriale di pulizia e cardatura della lana
Salone del Podestà
ore 11.00
“Attaccati al collo”
a cura di Fenix Social Design
Creazione di una collana con magliette recuperate
Salone del Podestà
ore 11.30
“Il Sole che colora: magia dagli scarti alimentari”
a cura di Il lavoro impreciso
Scopri come trasformare scarti alimentari in colori naturali grazie alla tintura solare su tessuti e filati.
Salone del Podestà
ore 12.00
“Mettete dei fiori nei vostri pantaloni …o gonne, t-shirt”
a cura di Donne cucimondo
Shahin vi guiderà e vi illustrerà come ricamare dei graziosissimi fiori sul vostro capo.
Salone del Podestà
“Ri-vestiti il quaderno”
a cura di Vicini d’Istanti ed Eleonora di Le Certosine
laboratorio creativo
Salone del Podestà
ore 13.00
“Rammendo visibile”
a cura di Emanuela Olini
Impara a ricucire uno strappo o un taglio (non un buco!). Porta con te un ago, del filo e un capo con un taglio o uno strappo.
Salone del Podestà
ore 14.00
“Viaggio in West Africa”
a cura di Miadjoe – westafricaitalia
Tuffati nelle geometrie e nei colori del kente, tessuto della cultura ghanese e togolese: disegna il tuo tessuto, lasciati ispirare dai simboli Adinkra e scopri il tuo nome Ashanti
Salone del Podestà
ore 14.30
“Come allacciare un corsetto”
Patty’s
Salone del Podestà
ore 15.00
“Pezzi unici, dallo scarto alla rinascita”
a cura di Un filo pazzesco
Come si trasformano tessuti di recupero in prodotti artigianali attraverso il lavoro condiviso.
Sala Re Enzo
Domenica 19 aprile
ore 11.30
“Il Sole che colora: magia dagli scarti alimentari”
a cura di Il lavoro impreciso
Scopri come trasformare scarti alimentari in colori naturali grazie alla tintura solare su tessuti e filati.
Salone del Podestà
ore 12.00
“Mettete dei fiori nei vostri pantaloni …o gonne, t-shirt”
a cura di Donne cucimondo
Shahin vi guiderà e vi illustrerà come ricamare dei graziosissimi fiori sul vostro capo.
Salone del Podestà
ore 12.30
“Dagli stracci nascono i fiori”
a cura di Manigolde – sartoria circolare
strappa, infila, annoda e fiorisci. Laboratorio di ghirlande per bambinə dai 4 anni
Sala Re Enzo
ore 13.00
“Lab. di sartoria creativa per realizzare un piccolo accessorio colorato per bimbi”
a cura di Comedivento
Salone del Podestà
ore 13.30
“Piccolo laboratorio di legatoria”
a cura di Filalalana e La Vergata
Salone del Podestà
ore 15.00
“Come indossare una obi giapponese”
a cura di Art Kimono
Salone del Podestà
ore 15.30
“Zerowaste: slip mestruali e assorbenti lavabili a confronto”
a cura di Patty’s
Salone del Podestà
ore 16.00
“Rifatti il senno”
a cura di Sartorie Leggere e Maison Malvasia
Lifting artistico senza vergogna, upcycling 100% arte, zero ago, solo senno
Salone del Podestà
Palazzo Re Enzo
18 e 19 Aprile
Sabato 18 aprile
Ore 10 – 20
Domenica 19 Aprile
ore 10 – 19
Negli spazi del palazzo troverete espositori, approfondimenti, mostre, sfilate, laboratori e sorprese.
Programma in aggiornamento.
