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Borsa in pelle Mimosa Filiera Manifattura Italiana
169

Borsa in pelle Mimosa Filiera Manifattura Italiana

169,00 €
cm40x8x31h concia vegetale
Disponibilità:Esaurito
SKU bor080
Descrizione

Borsa - cartella in cuoio della Filiera Manifattura Italiana.

FMI è la filiera corta della manifattura artigianale ed ecologica in cuoio

Produzione: Italiana (Venezia)

 

Materiale: cuoio conciato al vegetale. 

La borsa ha la chiusura esterna con fibbie e magneti, fodera interna con tasca con cerniera, tracolla regolabile in pelle doppia, metalleria brunita, filo tono su tono, tasca con cerniera esterna e chiusura interna con magnete

Misure: cm 40 x 8 fondo x 31 altezza 

Scheda del Materiale utilizzato: avancorpi tinti al vegetale provenienti da Toscana e Francia, certificati sulla provenienza della filiera della conceria Prendin - Vigonovo (VE), tinto con quebracho e mimosa, senza l’utilizzo di olio cetaceo o trattamento con pcp, cromo VI, coloranti azoici, formaldeide.

Carta d’ identità della Collezione FMI

La collezione nasce in modo specifico per chi cerca la qualità certificata del fatto a mano in Italia ed in particolare la filiera corta della manifattura artigianale e artistica dell’accessorio pelletteria , in un contesto di protezione sociale delle tradizioni, cultura, stile e valore del nostro paese e della cooperazione mutualistica tra lavoratori delle piccole imprese artigiane.
Studio , lavoro e tempo libero sono le funzionalità e l’impiego alle quali la collezione di borse in cuoio vuole rispondere, adeguando le forme e le linee in scelte stilistiche semplici e piacevoli al tatto , valorizzando l’alta qualità della concia al vegetale.
Il contenuto etico e sociale dell’acquisto è rivolto al sostegno della lavorazione nelle piccole imprese artigianali italiane, alla valorizzazione del complesso rapporto tra il tempo della velocità e il tempo ”lento” del lavoro manuale e della sua rivalutazione socio-economica in tempi di crisi ed infine all’impatto ambientale positivo relativo alla concia al vegetale.


Non abbiamo ricercato la competizione ma vogliamo esaltare le differenze positive negli stili e le specificità che ogni progetto può esprimere, sia a livello produttivo che valoriale.

La CONCIA al VEGETALE

Il Quebracho è il nome commerciale di un legname ottenuto da piante di varie famiglie, come le Moraceae, le Santalaceae, le Anacardiaceae, le Apocynaceae, le Caesalpinaceae. Utilizzato nel settore della concia al vegetale delle pelli e nella tintoria nella varietà Schinopsis lorentzii.

Il nome deriva dallo spagnolo quiebra hacha, “che rompe l'ascia”.

Cosa è la concia al vegetale ed in particolare i tannini :
Abbondantemente diffusi nel regno vegetale e conosciuti per la loro capacità antiossidante, tra i principali utilizzi che l’uomo ha saputo trarne nel corso dei secoli, il più antico e importante è senza dubbio quello legato alla “concia”, il trattamento delle pelli per la loro lavorazione e trasformazione in cuoio e pellame.
Una pratica antichissima, che attorno al Trecento diventerà una vera e propria arte, sviluppatasi in diverse realtà del bacino mediterraneo e in special modo in Italia, capace di attraversare le evoluzioni tecnologiche della rivoluzione industriale per arrivare sino ai giorni nostri.

La concia al vegetale, che utilizza estratti naturali quali quelli ricavati dal castagno, quebracho, tara, galla e mimosa, è al centro di una profonda riscoperta da parte di un pubblico di consumatori sempre più attento al carattere naturale ed ecologico dei prodotti come dei processi produttivi.
Un ritorno alla natura e un freno all’utilizzo di prodotti di derivazione chimica che, anche grazie alla profonda evoluzione compiuta dalla ricerca a loro legata, oggi fa dei tannini un importante ingrediente naturale per una vasta serie di applicazioni industriali.

Il Tannino: Sostanze con alto peso molecolare, i tannini sono polifenoli solubili in acqua che possiedono, quale principale prerogativa chimica, la capacità di precipitare le proteine. I tannini sono stati classificati per la prima volta da Freudemberg, nel 1922, in correlazione alle loro caratteristiche strutturali:
Tannini idrolizzabili Così definiti perché in presenza di acidi forti a caldo si idrolizzano in glucosio e in acido ellagico o acido gallico. Abbiamo così i gallotannini e gli ellagiotannini. I primi sono estratti dalle galle (Quercus infectoria e Rhus semialata), dai frutti di sommacco (Rhus coriaria) e di tara (Caesalpinia spinosa). Gli ellagiotannini sono invece presenti nel legno di quercia (Quercus robur, Quercus petraea e Quercus alba), di castagno (Castanea sativa) e di mirabolano (Terminalia chebula).
Tannini condensati I tannini condensati hanno un ridotto potere astringente e sono ulteriormente distinti in proantocianidinici e profisetinidinici. I tannini, naturalmente presenti nelle bucce e nei vinaccioli uva (Vitis vinifera), sono quelli proantocianidinici, costituiti da diverse molecole di flavonoidi che, se sottoposte a idrolisi acida, liberano antocianine e altri composti insolubili. I tannini profisetinidinici sono invece estratti dal legno di quebracho (Schinopsis lorentzii) e mimosa (Acacia mollissima).
Recentemente è poi stata identificata una terza classe di tannini, i florotannini, presenti in molte specie di alghe brune.

IL PRODUTTORE

Il Filò cooperativa sociale di Venezia

La cooperativa il Filò nasce nel 1989 come cooperativa sociale con un laboratorio di pelletteria artigiana nella terraferma veneziana, e accompagna da quasi vent'anni, con un proprio progetto pedagogico e lavorativo, giovani che si trovano in momentanea situazione di disagio sociale verso progetti di autonomia lavorativa e riscatto sociale.

Il gruppo del Filò ha scelto di intervenire su forme di disagio, spesso a cavallo tra la disabilità e l'emarginazione sociale, che tendono a sfuggire alle classificazioni classiche e quindi anche all'intervento assistenziale. Per questo particolare ambito d'intervento la cooperativa ha sviluppato rapporti importanti con i servizi sociali pur mantenendo una forte autonomia ed indipendenza.

Nell'ambito del Filò ciascun socio, svantaggiato o meno, dà il suo contributo secondo le proprie possibilità, offrendo a ciascuno l'opportunità d'essere una risorsa per sé e per il gruppo.

Oggi la cooperativa si articola su tre aree funzionali:

BOTTEGA la distribuzione al dettaglio ed all'ingrosso di prodotti dell'economia solidale (commercio equo, cooperazione sociale, prodotti artistici, culturali ed ecosostenibili).

LABORATORIO l'inserimento lavorativo attraverso la gestione del laboratorio di pelletteria artigiana.

SERVIZI la realizzazione di servizi di consulenza organizzativa, commerciale, produttiva e marketing dedicata specificatamente per progetti sociali in Italia e nei paesi del Sud del Mondo.

IL LABORATORIO

Il laboratorio muove i suoi primi passi a Venezia nel 1989 accogliendo soprattutto giovani che si trovano in momentanea situazione di difficoltà, e orientandoli verso progetti di autonomia lavorativa e riscatto sociale. Già dai primi anni, con lo spostamento a Mestre, si seglie la formula della bottega artigiana che fonde laboratorio e negozio, affermandosi come una realtà non solo sociale ma anche produttiva, capace di realizzare una propria linea di prodotto accanto ad articoli personalizzati sulle richieste del cliente.

Fare filò, è quello che si faceva nelle campagne venete, soprattutto nei freddi inverni quando ci si ritrovava nelle calde stalle a “chiaccherare lavorando”. Questo ambiente sereno è quello che la cooperativa mira a riprodurre nel laboratorio, aiutando ciascun membro ad affrontare le proprie difficoltà , cercando di trasmettere l'etica del lavoro e dei rapporti sociali.

Il laboratorio è stato il luogo dove molti giovani hanno svolto il Servizio Civile, spesso acquisendo competenze professionali anche ma non solo nell'ambito della pelletteria. Oggi non pochi di loro - tecnici, imprenditori, dirigenti, etc. - riconoscono nell'esperienza del Filò uno degli elementi fondanti della loro professionalità.

In laboratorio si lavorano solo pelli bovine conciate e tinte secondo gli standard internazionali di qualità produttiva e rispetto ambientale. Tutte le lavorazioni sono svolte secondo ritmi e metodi di produzione artigianali che garantiscono il rispetto della dimensione umana del lavoro e di elevati standard qualitativi.

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