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Segnaposto Marmellata 40gr
Segnaposto o Bomboniera solidale: realizzata con prodotti del commercio equo e cooperazione sociale composto da:
- juta avorio oppure foglio carta di fili di seta (per il quale si può scegliere tra i colori: avorio, bianco, rosso, giallo, arancio, verde, lilla)
- nastro di raso (colore a scelta tra: verde, giallo, lilla, bianco, avorio, rosso, arancio, rosa, azzurro)
- biglietto che descrive il progetto
- bigliettino personalizzato sull'evento festeggiato
- Confettura extra di Albicocche, prugna, Pesca BIO 40gr della cooperativa
Il segnaposto o bomboniera sono confezionate dalla nostra cooperativa di Bologna.
Per indicare la scelta tra juta oppure il colore della carta e nastro e cosa scrivere sul bigliettino, inviare questi dati via mail a [email protected] MINIMO D'ORDINE 50 PEZZIIngredienti della confettura extra di susine mele e cannella: Susine, mele, cannella, zucchero e limone. - Frutta utilizzata 170gr per ogni 100gr di prodotto
La frutta utilizzata proviene da impianti frutticoli condotti con tecniche di Agricoltura integrata e sottoposta a controllo di qualità da parte dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
IL PRODUTTORE - COOPERATIVA SOCIALE La Fraternità di Rimini
Buone, originali, solidali e di qualità!
Il laboratorio di trasformazione "La Pietra Scartata", in cui prendono vita i prodotti La Madre Terra, fa parte della Cooperativa sociale “La Fraternità” (dal 2007). Questa nasce nel 1992 e si sviluppa all’interno dell’esperienza dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23), fondata da don Oreste Benzi.
La cooperative racchiude altri 18 centri educativi o di inserimento lavorativo, che come obiettivo comune hanno quello di mettere al centro l'uomo, in particolare il più "bisognoso".
La Fraternità oggi ha l’opportunità di fornire servizi a ben 4 regioni d’Italia: Veneto, Emilia Romagna, Marche e Umbria, avendo il suo "cuore e radici" in particolare in Emilia Romagna a Rimini dove è nata.
La Fraternità aderisce al consorzio “Condividere Papa Giovanni XXIII” che si configura come ambito di collegamento e di coordinamento delle attività di tutte le cooperative promosse dalla Comunità Papa Giovanni XXIII garantendo le molteplici forme in cui si manifesta la dimensione comunitaria di accoglienza e condivisione con gli ultimi.
Obiettivo di fondo del Consorzio è completare quanto avviato dalla "Comunità Papa Giovanni XXIII" per animare tutte le iniziative riguardanti il lavoro e l'inserimento in centri educativi delle persone considerate, per vari aspetti, le più povere della società.
Il consorzio inoltre lavora per promuovere, accompagnare e costituire nuove realtà territoriali, specialmente dove la Comunità è già presente e radicata, secondo i principi della "Società del Gratuito", dove le parti più deboli sono le più necessarie perché sono fattori umanizzanti di tutti i rapporti e dei ritmi sociali.
Così la definiva don Oreste: "una società in cui il centro è l'uomo inteso come membro vivo di un corpo vivo, per cui se qualcuno sta male tutto il corpo sta male e per primo si pensa a guarire chi sta male.
La costruzione della società, l’organizzazione del lavoro, lo scambio dei beni, la scuola vengono “formati” (cioè ricevono forma) dalle membra più deboli. I disabili, gli anziani, le donne incinte, i bambini, vengono ad avere un ruolo determinante su tutta la compagine sociale.
Il lavoro assume la funzione che gli è propria, di partecipazione alla costruzione del bene comune, per cui viene liberato dalla sua riduzione a semplice fattore di produzione funzionale al profitto. Ne deriva che tutte le persone che compongono il corpo sociale sono messe nelle condizioni di partecipare agli altri i propri doni attraverso il lavoro.
Il principio che dà forma alla società del gratuito è l’alterocentrismo, contrapposto all’egocentrismo della società del profitto. La dinamica generata da questo principio è la gratuità. La molla che spinge ad agire tutti i suoi membri è il bene degli altri, nella consapevolezza che ognuno detiene il bene dell’altro e che nel bene comune sta anche il bene del singolo". (Don Oreste Benzi)

