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Vino Centopassi Bianco Grillo/Catarratto Sicilia Bio Doc Libera Terra
Vino Centopassi Bianco Grillo/Catarratto Sicilia Bio Doc Libera Terra
- Da terre confiscate alla mafia
- Da vitigni autoctoni
- Ideale per aperitivi di salumi e primi a base di pesce
frutto delle migliori uve Grillo e Catarratto siciliane provenienti da vigneti autoctoni sul Monte Jato, che domina dall'alto la valle del Belice
Bottiglia da 75cl
Vino Centopassi Bianco Grillo/Catarratto Sicilia Bio Doc Libera Terra
VITIGNI
Grillo 60%, Catarratto 40%
TIPOLOGIA
Sicilia Denominazione d’Origine Controllata Superiore
ANNATA
2016
VIGNETI
Giambascio (400 m s.l.m.) - San Giuseppe Jato (PA),
Pietralunga (500 m s.l.m.) - Monreale (PA),
Verzanica (400 m s.l.m.) - Monreale (PA).
GRADAZIONE ALCOLICA
13%
METODO DI COLTIVAZIONE
biologico
SISTEMA DI POTATURA DELLE VIGNE
guyot
SESTO DI IMPIANTO
0,85 x 2,40
VENDEMMIA
manuale, inizio di settembre
RESE
90 quintali/Ha
Giato Grillo-Catarratto è il frutto di uve provenienti da vigneti situati negli altopiani dell’entroterra siciliano tra i 300 e i 700 metri di altitudine.
È dedicato a tutti i viticoltori che con instancabile passione favoriscono il recupero e la valorizzazione di un territorio, del suo tessuto sociale e delle sue tradizioni, contribuendo al bene comune di più generazioni.
Centopassi Bianco è il frutto di uve provenienti da vigneti situati negli altopiani dell’entroterra siciliano ad almeno 400 metri di altitudine.
È dedicato a tutti coloro che onorano il ricordo delle vittime della mafia attraverso il proprio impegno quotidiano.
Cura maniacale nel vigneto e costante attenzione alla qualità sono alla base del lavoro quotidiano di Centopassi. Le vigne recuperate all'abbandono e quelle di nuovo impianto accolgono i vitigni che hanno dimostrato di interpretare al meglio il territorio siciliano.
La messa in funzione, dalla vendemmia 2009, della cantina aziendale a San Cipirello, è un altro importantissimo passo verso l'eccellenza.
IL PROGETTO: LIBERA e LIBERA TERRA
"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata nel marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, tutte territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera, che è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.
Libera Terra è il marchio che raggruppa varie cooperative che aderiscono alla rete dell'associazione Libera. Le cooperative aderenti producono alimenti biologici sui terreni confiscati alle organizzazioni mafiose in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, sulla base della legge 109/1996, che ha permesso il riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi.
Esperienza pilota è stata la cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra di San Giuseppe Jato, partita nel 2001 con 155 ettari nell'Alto Belice Corleonese, in collaborazione con il Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità - una struttura amministrativa costituita ad hoc e che è proprietaria dei terreni, ceduti a titolo gratuito alle cooperative. Placido Rizzotto e Terre di Puglia (di Mesagne) hanno dato vita, successivamente, alla Società Consortile Libera Terra Mediterraneo, che collabora con altre associazioni che si occupano di alimentazione biologica (Alce Nero & Mielizia, Fondazione Slow Food per la Biodiversità), di turismo (Firmatour) e di finanza sociale (Banca Popolare Etica, Coopfond). Al nucleo iniziale si sono aggiunte altre cooperative: Valle del Marro, attiva nella Piana di Gioia Tauro, in Calabria; Le Terre di don Peppe Diana, in Campania, a Castel Volturno. Il Consorzio si propone di stimolare la nascita di un circuito di economia legale, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, che permetta di restituire valore alle terre sottratte ai mafiosi e di rafforzare il mercato legale del lavoro nelle aree meridionali.
La Cooperativa Sociale Placido Rizzotto - Libera Terra nasce nel 2001 grazie al progetto Libera Terra, promosso dall'associazione Libera e dalla Prefettura di Palermo: le terre confiscate ai boss mafiosi del corleonese, dopo anni di abbandono, sono così tornate a essere coltivate. La Cooperativa opera sulle terre del Consorzio dei Comuni "Sviluppo e Legalità", ove effettua l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, creando opportunità occupazionali e ispirandosi ai principi della solidarietà e della legalità.
La Cooperativa Sociale di Lavoro e Produzione Valle del Marro-Libera Terra è stata costituita nel 2004, e coltiva in Calabria, nella Piana di Gioia Tauro, 60 ettari di terreni confiscati alla ‘ndrangheta. I soci fondatori sono un gruppo di giovani che, con la loro chiara scelta etica e imprenditoriale, hanno deciso da quale parte stare, rifiutando la logica del compromesso, l'apatia del quieto vivere e la rassegnazione culturale all'onnipotenza mafiosa. La missione dell'impresa è quella di contribuire allo sviluppo durevole della comunità, creando nel comparto agricolo un rinnovato spirito di iniziativa imprenditoriale, stimolando nuove forme di cooperazione e tenendo alta l'attenzione antimafia. L'attività produttiva in regime di agricoltura biologica ha portato fino ad ora alla commercializzazione di svariati prodotti: melanzane a filetti, pesto di peperoncini piccanti, miele, olio extra vergine di oliva.
| Paese di produzione | Italia |
|---|---|
| Certificazioni | Biologico |


